Dr. Leonardo Mattei, Psicologo
Approccio Cognitivo Comportamentale
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Ansia e bisogno di rassicurazioni: perché cercare continue conferme può mantenere il problema

 

Introduzione

 

Quando proviamo ansia è naturale cercare qualcuno che ci rassicuri. Chiedere un consiglio, confrontarsi con una persona fidata o cercare informazioni può essere utile in molte situazioni.

Il problema nasce quando il bisogno di rassicurazioni diventa una strategia abituale per gestire l'ansia. In questi casi, ciò che inizialmente offre sollievo rischia di mantenere il problema nel tempo.

 

 

Che cosa sono le rassicurazioni?

 

 

Le rassicurazioni sono tutte quelle conferme che cerchiamo per sentirci più sicuri di fronte a un dubbio o a una paura.

Ad esempio possiamo:

- chiedere continuamente agli altri se stiamo facendo la cosa giusta;

- cercare informazioni su internet per verificare che non ci sia un pericolo;

- domandare più volte se una decisione è corretta;

- aver bisogno che qualcuno ci confermi che andrà tutto bene.

Di per sé, chiedere una rassicurazione non è un comportamento sbagliato. Diventa problematico quando rappresenta l'unico modo per ridurre l'ansia.

 

 

Perché le rassicurazioni sembrano funzionare?

 

 

Quando riceviamo una conferma rassicurante, l'ansia tende a diminuire rapidamente.

Questo sollievo immediato ci porta a pensare che chiedere rassicurazioni sia la soluzione migliore. Di conseguenza, la volta successiva sarà ancora più probabile ricorrere allo stesso comportamento.

Nel breve periodo funziona, nel lungo periodo, però, il cervello impara che possiamo stare tranquilli solo grazie alle conferme degli altri.

 

 

Il circolo vizioso

 

 

Con il passare del tempo si crea un meccanismo che tende ad autoalimentarsi:

-Compare un dubbio o una preoccupazione.

-L'ansia aumenta.

-Cerchiamo una rassicurazione.

-L'ansia diminuisce temporaneamente.

-Dopo poco il dubbio ritorna, spesso ancora più forte.

 

Così diventa sempre più difficile fidarsi delle proprie capacità di affrontare l'incertezza senza continue conferme.

 

 

Un esempio

 

 

Immaginiamo una persona che, dopo aver inviato un messaggio importante, inizi a chiedersi se abbia scritto qualcosa di sbagliato.

Potrebbe chiedere più volte a un amico:

"Secondo te è un messaggio appropriato?"

Dopo aver ricevuto una risposta rassicurante, l'ansia diminuisce.

Poco dopo, però, potrebbe comparire un nuovo dubbio:

"E se l'altra persona l'avesse comunque interpretato male?"

Nasce così il bisogno di una nuova rassicurazione.

 

 

Come interrompere questo meccanismo?

 

 

Superare questo circolo vizioso non significa smettere improvvisamente di chiedere aiuto agli altri.

Piuttosto, significa imparare gradualmente a tollerare una parte di incertezza senza cercare immediatamente una conferma.

Con il tempo è possibile sviluppare maggiore fiducia nelle proprie capacità e scoprire che molti dubbi possono essere affrontati senza ricorrere continuamente alle rassicurazioni.

 

 

Quando chiedere aiuto

 

 

Se il bisogno di rassicurazioni occupa una parte importante della tua quotidianità, limita la tua autonomia o alimenta l'ansia, un percorso psicologico può aiutarti a comprendere i meccanismi che lo mantengono e a sviluppare modalità più efficaci per affrontare le situazioni che ti preoccupano.

L'obiettivo non è eliminare ogni dubbio, ma imparare a convivere con l'incertezza senza che questa condizioni la propria vita.